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Salvador Dalí 1904-1989

La Última Cena 1955

Le tenebre non dettero accoglienza,
nel loro chiuso grembo, al verbo colmo,
che pensa mondi, anima luci, e suona
fuoco di volontà sacrificale
in membra sparse di uomini terreni.
Ma da quando Egli volle essere immerso
quaggiù dove si muore, e, qui risorto,
amò restare identico a noi stessi,
le tenebre femìnee della terra
lo accolgono entro il seno che ne tesse
corpi mortali, ove abita la gloria
imperitura della sua presenza.
Nel bozzolo del sangue edifichiamo
l'ali che s'apriranno ad ascoltarlo
nella musica piena del suo regno;
e saranno parole di fanciullo
melodianti a fior di labbra antiche,
saranno voci d'oro, liberate
al di là d'animali, alberi, pietre,
risoleggiando insù quella parola
ch'è la luce medesima onde nacque
ogni singola vita, anche se ignara.

Arturo Onofri
Zolla ritorna cosmo   91

Rudolf Steiner 1861-1925 - Arturo Onofri 1875-1928

Rudolf Steiner 1905
.......
e in quella goccia d’oro, unica, vive
l’oceano immenso delle tue parole
che ondeggiano di mondi senza rive.

Arturo Onofri

Arturo Onofri 1885-1928


Un prisma d’oro avventa un poliedro
di colori e di squilli: aureole d’aria
azzurra, intorno intorno al vecchio cedro,
svegliandone memoria millenaria.



Fiammei zoccoli guizzano. È il Poliedro
del Cielo, quale apparve agli antichi Arya
nel Dodici ch’è in noi: dodecaedro
cosmico in terra: casa planetaria.



Fra i rami or sono uccelli; e li ripara
col frastagliarsi di colori d’oro
la tenebra negli occhi nostri avara;



ma ne riguizza a lampi, di straforo,
un risorgere cieli, dalla bara
del nostro sangue, in albero canoro.

Arturo Onofri 1885-1928



L’anima che si spinge verso l’alto
del suo celeste fremito immortale
s’affranca dal suo carcere di smalto,
per aprirsi in un fiore, che trasale,
al raggio d’una grazia
che sola ormai la sazia.

E se non vuol da sé, schiuder se stessa
con l’energia che in lei freme assopita
rimane imprigionata entro la ressa
del sangue, che ne trae la propria vita,
serrandole ogni forza
nella sua propria scorza.

Ma quando volontà d’uomo è risorta
fino ad aprirsi in calici di fiore,
l’anima che gemeva fredda e smorta
sente su lei discendere il fulgore
del suo rinascere sempre
in rinnovate tempre.


(Aprirsi fiore 1935, poesia XVII)

Holy Grail

Dante Gabriel Rossetti 1828-82
The Holy Grail 1860


Il dolcissimo viso della Grazia,
che si promise in sillabe di canto
al mio cercarla in tenebre soltanto,
apre al mio sonno i cieli ov’ella spazia.



Viso che irradia carità, ringrazia
ella il dolor dei mondi che in un santo
spasimo, affida a lei, dal proprio schianto,
l’esserne integra gioia, unica e sazia.



E il rivelarsi del suo dolce viso,
arcanamente onnipotente, è il pegno
di quell’Amore che ci vuol suo regno:



suo regno qui, benché sembri diviso
in una moltitudine di forme
sparse, ove ancora il voler nostro dorme.


(Arturo Onofri 1885-1928 - Suoni del Gral 1932, Sonetto XII)